Gli emigrati incontrano il sindaco nel suo ufficio.
In questi giorni, è un continuo via-vai di persone nell’ufficio del sindaco Maria Grazia Brandara. Si tratta soprattutto di emigrati rientrati temporaneamente per le ferie estive, i quali desiderano ringraziare de visuil sindaco per la lettera che ha loro spedito nei mesi scorsi.
Nella lettera, firmata congiuntamente all’assessore comunale all’emigrazione Angelo Monaco, il sindaco Brandara si è soffermato sulle comuni radici di naresi, auspicando un contatto sempre più vivo ed illuminante tra le istituzioni municipali e gli emigrati.
Così, numerosi emigrati colgono adesso l’occasione per incontrare il sindaco, per ringraziarlo della lettera pervenuta nelle loro abitazioni all’estero e per invitarlo a visitare soprattutto la città di Pforzheim, in Germania, ove vivono quasiduemila nativi naresi.
Tra questi si sono incontrati col sindaco , proprio nel corso della settimana, Alfonso Misuraca, Antonio Brunetto, Giovanni Vespucci, Ignazia Di Bernardo, la famiglia La Roccae tantissimi altri ancora.
Alcuni emigrati poi hanno preferito contattare il sindaco telefonicamente, come Michele Ferracane che è andato via da Naro circa 27 anni or sono ed oggi in Germania fa il tenore.
Altri ancora –come il signor Sazio che oggi vive a Londra o il signor Salustro che vive in Germania o il signor Morello che vive in Francia- hanno mandato un’e-mail a riscontro della lettera ricevuta dal sindaco.
Questo contatto con i naresi che vivono all’estero –afferma il sindaco- mi fa davvero emozionare, soprattutto quando ascolto le loro storie e m’immedesimo nelle loro aspettative verso laterra d’origine.
Mi ha fatto tenerezza, in particolare –continua il sindaco- una giovane coppia col figlioletto in braccio e mi ha colpito il racconto del papà di Tiziana Misuraca, una bella bambina dagli occhi azzurri,il quale ha stigmatizzato che stranamente la prima domanda che gli rivolgono a Naro è “quando ripartirai?”.
Sarebbe bello invece –conclude Maria Grazia Brandara- che i naresi auspicassero un sereno e definitivo rientro dei loro compaesani emigrati all’estero.