MUNICIPIO DELLA CITTA' DI NARO
(Provincia di Agrigento)
Prot. n. 2722 del 19/03/2009
On. Silvio Berlusconi
Presidente Consiglio dei Ministri
Roma
On. Raffaele Lombardo
Presidente Regione Siciliana
Palermo
Dott. Massimo Russo
Assessore Regionale alla Sanità
Palermo
I recenti fatti accaduti nella Provincia di Ragusa hanno sconvolto l'opinione pubblica, portando prepotentemente alla ribalta il fenomeno del randagismo.
Molte competenze sul fenomeno sono state demandate ai Comuni, ma come al solito le funzioni attribuite non sono accompagnate dalle risorse finanziarie necessarie.
E' una situazione per certi versi simile a quella creatasi a seguito del crollo di calcinacci dai soffitti di varie scuole dell'obbligo italiane.
Anche in quell'occasione si era creata una sorta di psicosi generale ed anche in quell'occasione era emersa l'impotenza dei Comuni e dei Sindaci a fronte del fenomeno.
I bilanci comunali, infatti, sono appena bastevoli per assicurare i servizi comunali essenziali e qualche intervento di pronto soccorso sociale. Si tratta di bilanci che sono peraltro prosciugati dalle spese necessarie per il funzionamento e la gestione delle Autorità D'Ambito per il ciclo integrato dei rifiuti e per il sistema idrico integrato. Autorità d'Ambito che in teoria dovevano assicurare ottimizzazione di risorse e risparmi di spesa, mentre nella pratica hanno visto raddoppiare e in certi casi triplicare le spese a carico dei bilanci comunali.
Perché ai Comuni si assegnano sempre nuove competenze e mai nuove risorse finanziarie? Perché ai Comuni vengono imposti Ambiti Territoriali Ottimali che servono solo a moltiplicare la spesa, spesso abbassando la qualità dei servizi?
Ma torniamo al fenomeno del randagismo ed ai rischi e pericoli che esso può comportare. Ed evidenziamo subito come i Comuni stipulino spesso convenzioni con Associazioni ed Enti per provvedere all'accalappiamento, alla sterilizzazione e alla microcippatura dei cani abbandonati.
Altri Comuni, pochi in verità – perché ciò comporta esborsi finanziari non indifferenti – sottoscrivono convenzioni con Associazioni ed Enti che gestiscono canili oppure gestiscono direttamente canili che hanno costruito. Ma le spese necessarie allo scopo sono ingenti, perché la gestione di un canile abbisogna non soltanto di personale e di pulizie, ma anche dei pasti per gli animali ivi custoditi.
Tutti sappiamo però che i Comuni, coi loro magri bilanci, riescono a malapena a garantire i servizi pubblici essenziali. Né i Comuni possono lontanamente immaginare di poter inasprire la pressione fiscale, anche perché la crisi economica, la disoccupazione vieppiù crescente ed il diffondersi di stati di degrado sociale caratterizzano la realtà territoriali dei Comuni del Sud Italia.
Che fare in tale situazione?
Occorrerebbero maggiori fondi per la costruzione dei canili, ma occorrerebbe anche che la Regione conceda un consistente contributo di gestione per venire incontro ai Comuni che devono assicurare il funzionamento dei canili.
Questo noi chiediamo allo Stato e alla Regione Siciliana, chiediamo loro di non lasciarci soli, di assumersi in concreto le loro responsabilità, di varare un serio e compiuto programma di finanziamenti per la costruzione e soprattutto per la gestione dei canili comunali.
Il Sindaco
(on.Maria Grazia Brandara)